Funzione
La valutazione del rischio diventa comportamento
Il piano di emergenza traduce la valutazione del rischio incendio in procedure operative. Indica come viene rilevata l'emergenza, chi attiva l'allarme, chi chiama i soccorsi, chi coordina l'evacuazione, quali percorsi usare e dove radunarsi.
In emergenza il tempo è decisivo. Se gli addetti non sanno cosa fare, se le uscite sono ostruite o se gli occupanti non conoscono i percorsi, anche un evento inizialmente gestibile può diventare critico.
Per questo il piano deve essere comunicato, provato con esercitazioni e aggiornato quando cambiano locali, affollamento, turni, impianti, presidi o organizzazione dell'attività.
Quando serve
Attività con occupanti, pubblico o luoghi complessi
Il piano è particolarmente importante in scuole, strutture ricettive, uffici, attività commerciali, luoghi di lavoro articolati, attività produttive, depositi, strutture sanitarie e locali aperti al pubblico.
Anche quando non è richiesta una struttura complessa, possono essere utili procedure semplici e chiare, soprattutto se sono presenti lavoratori, clienti, studenti, ospiti, utenti esterni o persone che non conoscono l'edificio.
Persone
Non tutti evacuano allo stesso modo
Il piano deve considerare persone con disabilità, anziani, bambini, ospiti, utenti occasionali o persone temporaneamente infortunate. Non basta scrivere che saranno assistite.
Bisogna indicare chi assiste, quali percorsi usare, dove attendere e quali ausili o procedure applicare.
Contenuti
Cosa deve chiarire
- modalità di rilevazione dell'emergenza;
- chi attiva allarme e chiamata ai soccorsi;
- ruoli degli addetti antincendio;
- percorsi, uscite e punto di raccolta;
- verifica delle presenze e gestione del rientro;
- assistenza a persone con difficoltà;
- uso dei presidi e comportamenti da evitare;
- planimetrie, numeri utili e comunicazioni interne.
Procedura
Come viene predisposto
- AttivitàSi analizzano locali, occupanti, orari, pubblico, turni e scenari possibili.
- EsodoSi verificano percorsi, uscite, scale, punto di raccolta e praticabilità reale.
- RuoliSi individuano addetti, responsabili, comunicazioni e compiti in emergenza.
- ProcedureSi definiscono allarme, evacuazione, chiamata soccorsi e assistenza agli occupanti.
- PlanimetrieSi preparano elaborati chiari con percorsi, presidi, uscite e istruzioni essenziali.
- ProvaIl piano viene comunicato, provato e aggiornato nel tempo.
Esempio
Caso pratico
In una scuola l'emergenza non riguarda solo la presenza di uscite. Bisogna coordinare classi, docenti, collaboratori, studenti con difficoltà, punto di raccolta, appello, comunicazioni e possibile presenza di genitori o visitatori.
Il piano individua ruoli e percorsi, stabilisce chi controlla i servizi igienici e i locali speciali, come assistere chi ha difficoltà e come comunicare con i soccorsi. Le esercitazioni permettono di verificare se la procedura funziona davvero.
Errori frequenti
Cosa evitare
- redigere un piano generico non riferito all'edificio reale;
- non indicare ruoli, nomi o compiti degli addetti;
- non considerare persone con difficoltà di evacuazione;
- non provare il piano con esercitazioni;
- non aggiornare procedure dopo modifiche di locali o organizzazione;
- tenere planimetrie poco leggibili o non coerenti con i luoghi.