GP Giuseppe Provenzano

Gestione dell'emergenza

Piano di emergenza antincendio

Il piano di emergenza antincendio organizza le azioni da compiere in caso di incendio: allarme, evacuazione, addetti, soccorsi, punto di raccolta e assistenza agli occupanti.

Non è un fascicolo da conservare in ufficio. Deve essere chiaro, provato e coerente con edificio, persone presenti, vie di esodo, impianti, presidi e scenari realistici.

Funzione

La valutazione del rischio diventa comportamento

Il piano di emergenza traduce la valutazione del rischio incendio in procedure operative. Indica come viene rilevata l'emergenza, chi attiva l'allarme, chi chiama i soccorsi, chi coordina l'evacuazione, quali percorsi usare e dove radunarsi.

In emergenza il tempo è decisivo. Se gli addetti non sanno cosa fare, se le uscite sono ostruite o se gli occupanti non conoscono i percorsi, anche un evento inizialmente gestibile può diventare critico.

Per questo il piano deve essere comunicato, provato con esercitazioni e aggiornato quando cambiano locali, affollamento, turni, impianti, presidi o organizzazione dell'attività.

Quando serve

Attività con occupanti, pubblico o luoghi complessi

Il piano è particolarmente importante in scuole, strutture ricettive, uffici, attività commerciali, luoghi di lavoro articolati, attività produttive, depositi, strutture sanitarie e locali aperti al pubblico.

Anche quando non è richiesta una struttura complessa, possono essere utili procedure semplici e chiare, soprattutto se sono presenti lavoratori, clienti, studenti, ospiti, utenti esterni o persone che non conoscono l'edificio.

Persone

Non tutti evacuano allo stesso modo

Il piano deve considerare persone con disabilità, anziani, bambini, ospiti, utenti occasionali o persone temporaneamente infortunate. Non basta scrivere che saranno assistite.

Il punto operativo

Bisogna indicare chi assiste, quali percorsi usare, dove attendere e quali ausili o procedure applicare.

Contenuti

Cosa deve chiarire

  • modalità di rilevazione dell'emergenza;
  • chi attiva allarme e chiamata ai soccorsi;
  • ruoli degli addetti antincendio;
  • percorsi, uscite e punto di raccolta;
  • verifica delle presenze e gestione del rientro;
  • assistenza a persone con difficoltà;
  • uso dei presidi e comportamenti da evitare;
  • planimetrie, numeri utili e comunicazioni interne.

Procedura

Come viene predisposto

  1. AttivitàSi analizzano locali, occupanti, orari, pubblico, turni e scenari possibili.
  2. EsodoSi verificano percorsi, uscite, scale, punto di raccolta e praticabilità reale.
  3. RuoliSi individuano addetti, responsabili, comunicazioni e compiti in emergenza.
  4. ProcedureSi definiscono allarme, evacuazione, chiamata soccorsi e assistenza agli occupanti.
  5. PlanimetrieSi preparano elaborati chiari con percorsi, presidi, uscite e istruzioni essenziali.
  6. ProvaIl piano viene comunicato, provato e aggiornato nel tempo.

Esempio

Caso pratico

In una scuola l'emergenza non riguarda solo la presenza di uscite. Bisogna coordinare classi, docenti, collaboratori, studenti con difficoltà, punto di raccolta, appello, comunicazioni e possibile presenza di genitori o visitatori.

Il piano individua ruoli e percorsi, stabilisce chi controlla i servizi igienici e i locali speciali, come assistere chi ha difficoltà e come comunicare con i soccorsi. Le esercitazioni permettono di verificare se la procedura funziona davvero.

Errori frequenti

Cosa evitare

  • redigere un piano generico non riferito all'edificio reale;
  • non indicare ruoli, nomi o compiti degli addetti;
  • non considerare persone con difficoltà di evacuazione;
  • non provare il piano con esercitazioni;
  • non aggiornare procedure dopo modifiche di locali o organizzazione;
  • tenere planimetrie poco leggibili o non coerenti con i luoghi.

Prossimo passo

Devi predisporre o aggiornare il piano di emergenza?

Invia planimetrie, numero di occupanti, attività svolta e presidi presenti: il primo passaggio sarà verificare esodo, ruoli e procedure.

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