Funzione
Una lettura tecnica dell'attività
Il progetto antincendio serve a dimostrare come un'attività rispetta i requisiti di sicurezza antincendio. Il punto di partenza non è la modulistica, ma la domanda più concreta: se si sviluppa un incendio, le persone riescono a mettersi in salvo e l'edificio limita la propagazione di fumo e calore?
Per rispondere bisogna valutare destinazione d'uso, affollamento, profilo degli occupanti, materiali, carico d'incendio, impianti, compartimentazione, uscite, percorsi di esodo, presidi di spegnimento, rivelazione, allarme e gestione dell'emergenza.
Autorimesse, scuole, depositi, uffici, strutture ricettive, attività commerciali, officine, centrali termiche e magazzini richiedono valutazioni diverse. Copiare uno schema da un'altra attività produce documenti deboli e spesso non utilizzabili.
Categorie
Categoria A, B o C cambia il percorso
Le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi sono individuate dal D.P.R. 151/2011 e suddivise in categorie A, B e C in base a complessità, dimensione e livello di rischio.
Per la categoria A l'iter è più semplice e non prevede la valutazione preventiva del progetto da parte dei Vigili del Fuoco, ma la documentazione tecnica deve comunque essere corretta. Per le categorie B e C, invece, il progetto viene normalmente presentato prima al Comando per la valutazione.
Prima dell’esercizio dell’attività si presenta la SCIA antincendio con gli allegati previsti. L’asseverazione del tecnico abilitato attesta la conformità dell’attività ai requisiti di prevenzione incendi e di sicurezza antincendio.
Normativa
Codice di prevenzione incendi e regole tecniche
Il progetto può essere impostato con il Codice di Prevenzione Incendi, con regole tecniche verticali o con disposizioni specifiche applicabili al caso. La scelta del riferimento normativo è uno dei primi passaggi tecnici.
Profili di rischio, livelli di prestazione e soluzioni progettuali devono essere coerenti con l'attività reale, non scelti in modo automatico.
Verifiche
Cosa viene analizzato
- attività, categoria e quadro normativo applicabile;
- sorgenti di innesco, materiali e carico d'incendio;
- affollamento e profilo degli occupanti;
- vie di esodo, uscite, scale e luoghi sicuri;
- compartimentazione e resistenza al fuoco;
- estintori, idranti, rivelazione, allarme e illuminazione;
- accessibilità per i soccorsi e controllo fumi;
- gestione della sicurezza antincendio e procedure.
Procedura
Come viene impostato il progetto
- AttivitàSi definiscono uso, superfici, persone presenti, materiali, impianti e modifiche previste.
- SoggezioneSi verifica se l'attività ricade nel D.P.R. 151/2011 e in quale categoria.
- RischioSi analizzano incendio, propagazione, occupanti, esodo e misure già presenti.
- SoluzioniSi definiscono compartimenti, impianti, presidi, segnaletica e gestione.
- ElaboratiSi preparano relazione, planimetrie, schemi e documenti per l'iter previsto.
- SCIADopo gli adeguamenti si raccolgono certificazioni e asseverazioni per la pratica finale.
Esempio
Caso pratico
Un'attività commerciale vuole ampliare la superficie di vendita e usare un locale retrostante come deposito. Prima di presentare la pratica bisogna verificare se cambiano affollamento, carico d'incendio, percorsi di esodo, compartimenti, impianti e categoria dell'attività.
Il progetto può richiedere adeguamento delle uscite, separazione del deposito, estintori aggiuntivi, illuminazione di emergenza, aggiornamento delle planimetrie e raccolta delle dichiarazioni impiantistiche. La SCIA avrà senso solo quando queste misure saranno effettivamente presenti.
Errori frequenti
Cosa evitare
- iniziare dalla SCIA senza aver chiarito categoria e iter corretto;
- usare planimetrie vecchie non coerenti con lo stato dei luoghi;
- non valutare modifiche di layout, deposito, affollamento o impianti;
- considerare estintori e cartelli come unica misura antincendio;
- non coordinare progetto, certificazioni e asseverazione per SCIA;
- ignorare la gestione dell'emergenza e il mantenimento nel tempo.